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mercoledì 7 marzo 2018

Armi nucleari


Il Tavolo Per la Pace e l'Anpi hanno organizzato un incontro pubblico con un fisico dell'Uspid sul nucleare. In questo momento storico e in seguito alla nuova mozione dell'ONU di luglio 2017 sulla proibizione del nucleare. Trattato che secondo il Tavolo per la Pace l'Italia dovrebbe firmare IMMEDIATAMENTE .
SABATO 10 MARZO ORE 15 PALAZZETTO DEI CONGRESSI



mercoledì 4 ottobre 2017

L'arte della guerra

L’arte della guerra
Grandi manovre nucleari alla Camera
[di Manlio Dinucci]
Il giorno prima che il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari venisse aperto alla firma alle Nazioni Unite, alla Camera dei deputati è stata approvata il 19 settembre, a grande maggioranza (296 contro 72 e 56 astenuti), una mozione Pd a firma Moscatt e altri.
Essa impegna il governo a «continuare a perseguire l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari attraverso la centralità del Trattato di non-proliferazione (Tnp), valutando, compatibilmente con gli obblighi assunti in sede di Alleanza atlantica, la possibilità di aderire al Trattato per vietare le armi nucleari, approvato dall'Assemblea generale dell'Onu».
La mozione Pd, «su cui il governo ha espresso parere favorevole», è una cortina fumogena per nascondere il fatto che l’Italia è accodata al crescente riarmo nucleare Usa/Nato ospitando, in completa violazione del Tnp, le bombe nucleari Usa B-61 che dal 2020 saranno sostituite dalle ancora più pericolose B61-12.
La vera posizione del governo Gentiloni è emersa il giorno dopo quando, attraverso il Consiglio nord-atlantico di cui fa parte insieme agli altri 28 governi della Nato, ha respinto in toto e attaccato il Trattato Onu.
Alla Camera dei deputati la mozione Pd è stata votata da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Scelta Civica, Alternativa Popolare, Democrazia Solidale e Gruppo Misto.
La Lega Nord, assente in aula al momento del voto, con una sua mozione chiama il governo «a non rinunciare alla garanzia offerta dalla disponibilità statunitense a proteggere anche nuclearmente l'Europa e il nostro stesso paese, non necessariamente rispetto alla Russia». Come se l’Italia fosse in grado di stabilire contro chi debbano essere puntate le armi nucleari Usa.
Sinistra Italiana e Articolo 1, nelle loro mozioni respinte dalla Camera, chiedono la rimozione delle armi nucleari Usa dall’Italia in base al Trattato di non-proliferazione e l’adesione dell’Italia al Trattato Onu. Però, sulla mozione Pd, entrambi i gruppi non hanno votato contro ma si sono astenuti.
Ha invece espresso voto contrario il Movimento 5 Stelle. Nella sua mozione, anch’essa respinta, esso non chiede però al governo né la rimozione delle armi nucleari Usa dall’Italia in base al Trattato di non-proliferazione, né l’adesione dell’Italia al Trattato Onu, ma di «relazionare al Parlamento sulla presenza in Italia di armi nucleari, non facendosi più paravento di un vincolo atlantico alla riservatezza inesistente per i cittadini e i parlamentari Usa» e di «dichiarare l'indisponibilità dell'Italia ad utilizzare armi nucleari, a non acquisire le componenti necessarie per rendere gli aerei F-35 idonei al trasporto di armi nucleari».
La mozione del M5S rispecchia la posizione espressa dall’aspirante premier Luigi Di Maio che «non vogliamo uscire dalla Nato» (come ha dichiarato lo scorso aprile in una conferenza negli Usa), che (come ha dichiarato in un’intervista lo scorso giugno)  «vogliamo restare nella Nato, ma vogliamo parlamentarizzare gran parte delle scelte».
Illusione o peggio. Nel Consiglio nord-atlantico, stabiliscono le norme Nato, «non vi è votazione né decisione a maggioranza», ma «le decisioni vengono prese all’unanimità e di comune accordo», ossia d’accordo con gli Stati uniti cui spettano per diritto la carica di Comandante supremo alleato in Europa e gli altri comandi chiave, compreso quello del Gruppo di pianificazione nucleare della Nato.
Promettere che gli F-35, aerei concepiti per l’attacco nucleare soprattutto con le B61-12, possano essere usati dall’Italia con una sorta di sicura che impedisca l’uso di armi nucleari, equivale a una favola raccontata ai bambini per fargli dormire sonni tranquilli.
(il manifesto, 3 ottobre 2017)

domenica 23 luglio 2017

Articoli sul disarmo


La servitù del silenzio per le armi nucleari

[Tommaso Di Francesco, 21.07.2017 ]
La notizia precipita, come una bomba è il caso di dire, dentro l’estate afosa, sopra la stanca politica del ritorno di Berlusconi, del libro di Renzi, della stagionata flemma di Gentiloni. Il Pentagono, il ministero della Difesa Usa, ha deciso di segretare la sicurezza e le ispezioni relative alle decine di atomiche dislocate in Italia. Qui già si avverte un fastidio: quello di chi, nella diffusa omertà dei media e del potere, è costretto o scoprire o ad ammettere la pesante realtà che in Italia, a Ghedi e ad Aviano, siano dislocate tante ogive nucleari. Più che in ogni altro Paese d’Europa, che complessivamente ne ha, diffuse, circa 200.
Accade singolarmente proprio nel momento in cui in Parlamento si sta discutendo di come armare gli F35… [leggi tutto l’articolo ….]



Così c’è il rischio di violare il trattato di non proliferazione

[Francesco Vignarca, 21.07.2017 ]
Nucleare. Intervista allo scienziato statunitense Hans Kristensen: «Le ispezioni sono decisive. Ci confermano se una base ha o no missione nucleare». Per chi sta con il «nuclear sharing» il controllo Usa, in pace, basta. Ma gli Usa sono stati spesso in guerra Rimbalzano dagli Usa notizie di un nuovo colpo alla trasparenza sull’arsenale nucleare statunitense.
Ribaltando una prassi che per decenni ha permesso ad esperti e società civile di mantenere un minimo controllo, il Pentagono ha deciso di porre il segreto sui report delle ispezioni di sicurezza delle proprie basi a valenza nucleare.
Scelta che potrebbe comportare una diminuzione delle informazioni sulle testate Usa nei Paesi alleati sotto il cosiddetto «nuclear sharing» della Nato che tocca anche l’Italia che da anni ospita bombe del B-61 nelle basi di Aviano e Ghedi.
Senza tali dati diventerà ancora più difficile per Sindaci e Prefetti delle zone interessate elaborare i piani di sicurezza e di emergenza in caso di incidente nucleare che le norme prescrivono. E che, nonostante richieste di società civile ed amministratori locali, non sono mai stati resi noti completamente….



Pentagono top-secret la dislocazione delle armi nucleari in Italia

[Manlio Dinucci, 21.07.2017 ]
Bombe nucleari. Messo il segreto da Washington sui risultati delle ispezioni per controllare come le ogive Usa vengano gestite e sorvegliate. La segretazione decisa con l’avvio della sostituzione delle vecchie atomiche con la nuova bomba B61-12.
I risultati delle periodiche ispezioni per controllare come le armi nucleari statunitensi vengano gestite, mantenute e sorvegliate sono, da ora in poi, top secret: secondo la Federation of American Scientists di Washington, lo ha deciso il Pentagono, dichiarando che in tal modo «si impedisce agli avversari di conoscere troppo riguardo alla vulnerabilità delle armi nucleari Usa».
In realtà, commentano gli esperti della Federation of American Scientists (Fas), i rapporti sulle ispezioni finora diffusi non contenevano dati classificati. Erano però emersi problemi relativi alla sicurezza delle armi nucleari e al comportamento del personale addetto alla loro gestione.
Quindi da ora in poi nessuno…. [leggi tutto l’articolo… ]