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martedì 13 novembre 2018

Bombardamenti a Gaza

Bombardamenti a Gaza….

… come recitava una famosa canzone di tanti anni fa “prendo il giornale e leggo che…” toh, un bombardamento nella striscia di Gaza…
Già di suo definire “striscia” il territorio dove vive legittimamente un popolo, ha “qualcosa di strano” (umiliante direi) e poi, in realtà nessun giornale stamattina ha scritto di bombardamenti nella striscia di Gaza… ma la notizia c’è.
Si, figuriamoci, gli israeliani bombarderebbero ancora i Palestinesi… e poi…., mah chissà a quando risale questa notizia…. è di oggi !
Già, nessun giornale ne parla, i “media” in questo periodo si occupano della Legge finanziaria, del movimento “Si TAV” (ohibò), di immigrati clandestini e di quant’altro possa fare “audience”…
Ma nella striscia di Gaza e per la gente che ci vive è stata una notte molto lunga dopo che, qualche ora fa, un blitz delle forze armate israeliane a Khan Yunis ha portato all’uccisione di 6 palestinesi (2 erano leader delle “Brigate al-Qassam”, il braccio armato di Hamas). L’unità israeliana, inseguita dalle fazioni palestinesi, sarebbe riuscita a darsi alla fuga grazie ai pesanti bombardamenti nell’area da parte dell’aviazione di Tel Aviv. In conseguenza delle notizie che giungono dalla Striscia, il premier israeliano Netanyahu ha accorciato la visita a Parigi ed è già di ritorno in Israele.
In questo momento almeno 30 razzi sono stati lanciati dalla Striscia in territorio israeliano in risposta all’aggressione israeliana. Se Israele voleva trovare un pretesto per avviare un’offensiva più ampia nel piccolo lembo di terra palestinese assediato da Tel Aviv da 11 anni – da tempo lo promette il ministro alla difesa istigato anche dalle critiche di “debolezza” rivoltegli dal ministro dell’educazione – con l’operazione militare sotto copertura di stasera ha fatto un passo molto pericoloso in avanti.
AGGIORNAMENTO: Le vittime palestinesi sono 7. Esercito israeliano conferma che un militare israeliano è stato ucciso e un altro è stato ferito.

La notizia scorre solo sui “social media”, letta solo da chi in mezzo a tanti uomini conserva ancora un briciolo di umanità da preoccuparsi per i suoi simili che soffrono e soccombono…

E poi c’è Annet Henneman, che già stamattina ha pubblicato sul suo profilo Facebook il dialogo intercorso con Mahmoud…
Lei che in 20 anni di “Teatro Reportage ci ha già raccontato di viaggi e delle vite di coloro che vivono l’occupazione, l’oppressione, la guerra, attraversando aree di conflitto in Medio oriente: Iraq, Iran, Kurdistan, Siria, Egitto, Palestina, avendo vissuto per lunghi periodi con le persone di queste aree martoriate….

ve lo propongo integralmente:

Mahmoud che mi scrive dal rifugio in giro per la notte: Qui 5 famiglie - circa 28 persone qui - donne e bambini….
Annet: avete dei materassi e un posto dove stendervi?
Mahmoud: siamo sotto una casa io non sono in casa mia - io e tutta la mia famiglia e molte famiglie usciamo dal campo in spiaggia…
Annet: Mahmoud, c’è ancora il bombardamento lì?
                   - Nessuna risposta -
Ore 01:39 - Annet: come stai?
Ore 04:29 Mahmoud: ancora bombardamento cara, ancora bombardamento… non riusciamo a dormire…
non possiamo dormire…. ancora bombardamento, cerchiamo di chiamare chiunque possa darci latte per i bambini, acqua, qualsiasi cosa, cibo, siamo cinque famiglie qui…. non possiamo dormire…. ancora una volta bombardamenti…. guerra….
Annet: sei senza cibo?
Mahmoud: da ieri mia cara, da ieri…
Annet: avete elettricità? Acqua?
Mahmoud: No, no. Io non sono in casa mia sono sotto casa con molte persone – rifugio….
Annet: niente?
Mahmoud: non abbiamo niente ora e non riusciamo ad uscire - chiunque vada in strada morirà - cerchiamo di trovare soluzione ma brutta situazione….
Annet: i bambini? Hanno fame? Sete ?
Mahmoud: tutti qui piangono, si, hanno bisogno di latte - ooh mio Dio - perché perché è così. Perché? Io non dormo da 39 ore, credimi - sono così stanco ma non riesco a dormire - non so che dire sono stanco non posso più parlare non posso…. 
Annet: Saleh è lì con i bambini?
Mahmoud: Si, si….
Annet: la madre ha ancora il latte?
Mahmoud: siamo in una grande stanza. Non abbiamo cucina….
Annet: quanto tempo hai ancora con la batteria del tuo telefono?
Mahmoud : 13 % ....
Annet: usalo poco per favore….. latte della mamma intendo, per il bambino?
Mahmoud : no non ce l'abbiamo - cerchiamo di chiamare qualcuno se uno può venire da noi….
Annet: Pensi che qualcuno possa venire?

            - silenzio nessuna risposta per ore –

Saleh, fratello Mahmoud, dallo stesso rifugio:
Cerco di confortare i miei figli. Ma cosa posso dire a loro, questi sono fuochi d'artificio? Esplosioni enormi a due metri di distanza da casa mia. Bambini, la verità è: ho mentito quando ho detto che siamo al sicuro e che questi sono fuochi d'artificio. Siamo sotto occupazione. Come fa a finire tutto questo? Potrebbe sembrare inutile essere vivi a Gaza……

GRAZIE ANNET                                    [ Benedetto Randazzo ]


mercoledì 21 novembre 2012

Fermiamo la guerra a Gaza

Cari amici, in queste ore mentre si intensificano i bombardamenti e le stragi di vite umane vi invitiamo a firmare e diffondere l'appello "Fermiamo la guerra a Gaza" di Flavio Lotti Coordinatore Nazionale della Tavola della Pace. Dobbiamo chiedere all'Italia e all'Europa di farla finita con i silenzi, l'inerzia e le complicità che ancora una volta accompagnano questa tragedia. Contiamo sulla vostra collaborazione per far crescere la mobilitazione. Costruiamo una grande rete di gruppi, associazioni e persone per far crescere la pressione sui responsabili della politica nazionale ed europea. L'Italia e l'Europa hanno il dovere di fermare la guerra a Gaza.Lo possono e lo debbono fare agendo con intelligenza e determinazione nell'interesse superiore dei diritti umani, della sicurezza internazionale, della giustizia e della pace. L'Italia, che vanta ottime relazioni sia con Israele che con i palestinesi, può fare molto.
Ma deve cambiare: smettere di essere di parte, assumere un ruolo attivo, propositivo e progettuale. Nel Mediterraneo, in Europa e all'Onu. L'Italia deve essere consapevole dei suoi limiti ma anche delle sue risorse, della sua prossimità e delle sue responsabilità. Cominciamo subito: mobilitiamoci per fermare le armi, chiediamo al Consiglio, alla Commissione e al Parlamento Europeo di agire immediatamente, riconosciamo alla Palestina lo status di osservatore all'Onu, smettiamo di vendere armi a Israele e in Medio Oriente e chiediamo all'Europa di fare altrettanto. L'inazione degli altri non può più giustificare la nostra. Ma fermare la guerra non basta. E' arrivato il momento di andare alla radice del problema, mettere fine all'occupazione militare e risolvere il conflitto tra questi due popoli. Non ci possiamo più permettere che continui così. E' troppo destabilizzante. Il conflitto è sulla terra. A entrambi i popoli deve essere riconosciuto il diritto di vivere in pace su quella terra con gli stessi diritti, la stessa dignità e la stessa sicurezza. La formula è "due stati per due popoli". E deve essere realizzata ora. Anche a costo di un'inedita e creativa "imposizione" internazionale. E' l'ultima possibilità. Non ci conviene più aspettare.

Invia la tua adesione alla:
Tavola della Pace
via della viola 1 (06122) Perugia - Tel. 335.6590356 - 075/5736890 - fax 075/5739337


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Prime adesioni:
Tavola della pace, Acli, Cgil, Libera, Agesci, Arci, Articolo 21, Legambiente, Cipsi, Pax Christi, Focsiv, Lettera 22, Premio Ilaria Alpi, Unione degli Universitari, Unione degli Studenti, Rete della conoscenza, Link Coordinamento Universitario, Rete degli Studenti Medi, Associazione per la Pace, Beati Costruttori di Pace, Centro per la Pace Forlì-Cesena, Emmaus Italia, Lega per i diritti e la Liberazione dei Popoli, Cnca, Rivista Solidarietà internazionale, Terra del Fuoco, Movimento Federalista Europeo, Movimento Europeo...