martedì 22 maggio 2018

Giri d'Italia e trasferimenti di ambasciate


Giri d’Italia e trasferimenti di ambasciate

L‘Arci Bassa Val di Cecina e il Tavolo Per La Pace della Val di Cecina sono vicini alla popolazione Palestinese e si dichiarano fortemente critici al Giro d’Italia che ha avuto la tappa d’inizio in un territorio occupato, dove quotidianamente vengono uccisi, torturati ed arrestati uomini, donne e bambini.
In Palestina in questi giorni si celebra il settantesimo anniversario della Nakba, “la catastrofe dell’occupazione”. Dall’inizio delle celebrazioni è in atto una carneficina. Una folle decisione unilaterale, quella di spostare l’ambasciata USA, un atto di violenza contro cui il popolo palestinese di Gaza e della Cisgiordania hanno organizzato manifestazioni di protesta che Israele ha trasformato in una carneficina. La nostra amica Luisa Morgantini, già parlamentare europea e presidente di AssoPace e amica del Tavolo Pace e dell’Arci ha detto  che  "è  la  fine  del  diritto  internazionale".
Il tutto  avviene nonostante l'ONU abbia bocciato la decisione di Trump di trasferire l’ambasciata a Gerusalemme. Oltre 60 Palestinesi, tra cui sette bambini, sono stati uccisi e più di 2000 manifestanti sono stati feriti. Fonti mediche nella striscia di Gaza hanno riportato che le ampie lacerazioni dei tessuti e i grossi buchi nelle parti ferite, indicano che le munizioni utilizzate da Israele sono esplosive, anche questo in violazione del diritto internazionale.
Come Arci Bassa Val di Cecina, Associazioni e cittadini aderenti alla rete del Tavolo per la Pace, riteniamo debba essere avviata un’indagine indipendente ed internazionale sugli omicidi che possono essere configurati come crimini di guerra, pensiamo che debba essere messo un immediato embargo sulle armi di Israele per la reazione del tutto sproporzionata che ha avuto contro il popolo di Gaza e della Palestina.
L’intera comunità internazionale dovrebbe compattarsi a fianco della popolazione palestinese che è oramai allo stremo delle forze ed ha bisogno del sostegno della società civile internazionale e degli enti locali che vorremmo incoraggiare a prendere chiare posizioni a favore del Diritto internazionale e della Pace.

ARCI - Bassa Val di Cecina
Tavolo per la Pace della Val di Cecina

mercoledì 16 maggio 2018

Presidi-Manifestazione


 - PRESIDI INFORMATIVI CONTRO LA GUERRA
 - MANIFESTAZIONE CONTRO LA GUERRA E PER LA SMILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO

Le guerre e l'economia della guerra ci stanno portando alla rovina. L’attacco missilistico condotto da USA, Gran Bretagna e Francia contro la Siria viola ogni più elementare norma del diritto internazionale. È un crimine di guerra compiuto in base ad un’accusa rivelatasi falsa. L’operazione bellica è stata diretta e supportata dai comandi e dalle basi USA/NATO in Italia.
La NATO, di cui l’Italia è paese membro, ha ufficialmente dichiarato il proprio appoggio a questa azione bellica unilaterale organizzata da tre potenze NATO-dipendenti. L’unica cosa certa è che, proseguendo lungo questa via, si arriverà alla catastrofe.
In Italia non c’è che un modo per contribuire a disinnescare questa disastrosa escalation: rifiutare  che  il  nostro  territorio  nazionale  sia  usato  quale  sorta  di portaerei per le guerre USA/NATO nel Mediterraneo, uscendo dalla NATO e assumendo lo status di Paese sovrano e neutrale.

ATTUALMENTE CAMP DARBY È IL P GRANDE DEPOSITO DI ARMI DEL
MEDITERRANEO E LA TOSCANA È DIVENTATA IL CORRIDOIO DEGLI ARMAMENTI

Partecipare al Patto Atlantico ci costa 70 milioni al giorno che diventeranno 100 nellanno che viene. Il nuovo trattato per la proibizione delle armi atomiche che l’Italia non ha firmato ci offre il modo di uscirne. Altrimenti, il ricatto della finanza internazionale continuerà a ricadere su noi cittadini in termini di tagli ai servizi e soppressione di diritti, il tutto per assecondare la supremazia economica degli Stati Uniti e delle multinazionali a servizio della guerra.
Vengono stanziati miliardi per le  armi  e fatti  tagli alla sanità, è  inaccettabile! Sani e diritti sempre meno, bombe e carri armati sempre di p: dobbiamo dire basta! E iniziare a promuovere uno sviluppo dei territori fondato sulla pace e sulla quali della vita dei cittadini. Abbiamo un patrimonio naturale, culturale, ambientale e artistico da valorizzare, loro lo stanno distruggendo.
Non vogliamo più essere complici di genocidi e guerre!

20 MAGGIO
16/20 - LOCALITÀ CALETTA - ROSIGNANO

26 MAGGIO
16/20 - PIAZZA GUERRAZZI - CECINA

PRESIDII INFORMATIVI CONTRO LA GUERRA

2 GIUGNO
MANIFESTAZIONE CONTRO LA GUERRA E PER
LA SMILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO CONCENTRAMENTO ORE 15 S.PIETRO A GRADO

Lista del Popolo per la Costituzione -  Partito dei CARC - Potere al Popolo - Medicina Democratica - No guerra no NATO - ARCI Bassa Val di Cecina - Tavolo per la pace della Val di Cecina - Ass. Mestizaje - Encuentrarte


venerdì 11 maggio 2018

In diecimila per ricordare Peppino


In diecimila per ricordare Peppino.

Nell’arco di quarant’anni dalla sua morte questa è stata forse la manifestazione più partecipata, superando forse quella partecipatissima del 2008, cioè del trentennale.
Le iniziative sono state spalmate in dieci giorni e hanno visto la partecipazione di scrittori, uomini politici, atleti, studenti, parenti di vittime di mafia e protagonisti della recente storia d’Italia. Per l’occasione sono usciti due libri, uno “La voce d’Impastato”, edito da Nuova Dimensione e scritto da Ivan Vadori che, con attenta e scrupolosa ricerca ha ripercorso i fatti più rilevanti verificatisi dalla morte di Peppino a Mafia Capitale, corredandoli con una serie di testimonianze di protagonisti che queste storie hanno vissuto, l’altro “Peppino Impastato, le poesie e le trasmissioni a Radio Aut”, nel quale si ripropone il libro di poesie di Peppino curato da Salvo Vitale e da Guido Orlando, pubblicato nel 2008 con allegato, in cofanetto, un dvd con tutte le trasmissioni di “Onda Pazza”. Qualche altro libro, come quello delle testimonianze di compagni e amici di Peppino uscirà tra qualche mese, e comunque, entro l’anno.
Il corteo, come ogni anno è partito da Terrasini, esattamente da quella che fu la sede di Radio Aut, ha percorso la distanza tra i due paesi, di circa due km e  si è fermato a Cinisi, davanti  alla casa che fu di Peppino e che oggi è sede di Casa Memoria, un posto diventato meta di numerose scolaresche, oltre che di persone, in gran parte giovani, che effettuano viaggi per conoscere i luoghi della Sicilia dove mafia e antimafia si sono alternate in una storia che ha visto da una parte morti e miseria, dall’altra voglia di riscatto e lotte coraggiose.  In quest’ottica il barbaro assassinio di Peppino Impastato e lo scientifico depistaggio che venne messo in atto al momento della sua morte, costituiscono un essenziale passaggio per capire sino a che punto negli anni passati c’è stato un tacito accordo tra la mafia, gli uomini politici, le forze dell’ordine e i magistrati.
Nel suo intervento finale Giovanni Impastato ha ripercorso una serie di numerose vicende, soffermandosi alle iniziative degli ultimi anni, che hanno cercato di affrontare temi come quello della lotta alla mafia, quello sui diritti negati e quello sull’eredità e sulle prospettive da lasciare nell’immediato futuro. L’intervento di don Ciotti è stato applauditissimo e ha preso come spunto l’esempio di Peppino e il suo bisogno di comunicare per suggerire ai giovani vie diverse dalla rassegnazione, in partenza quelle della lotta al potere e all’iniqua divisione delle ricchezze. Sui limiti dell’informazione in Italia e sulle continue minacce che tengono sotto scacco i giornalisti italiani più esposti si è soffermato Giuseppe Giulietti.
Interventi di Susanna Camusso, che ha sfiorato i drammatici problemi di miseria e di mancanza di lavoro in cui si dibatte il sud, di Umberto Santino, che ha ripercorso le tappe di quarant’anni d’impegno, citando, come ogni anno,  momenti in parte conosciuti e di Carlo Bommarito, che, a nome dell’Associazione Impastato ha fatto riferimento all'impegno ambientalista, costantemente ignorato dalle amministrazioni locali.
Alla fine c’è stato un collegamento con i genitori di Regeni e l’invito, da parte di costoro, a non considerare le manifestazioni e i momenti di richiesta di giustizia come cose inutili.
La grande partecipazione poteva anche essere più  numerosa se lo sciopero degli aerei non avesse costretto una quarantina di altre scuole a fermarsi senza la possibilità di arrivare a Cinisi.
Nei dieci giorni d’impegno, pazientemente portati avanti da Casa Memoria e da Giovanni Impastato, che ne è il coordinatore, uno dei temi non ufficialmente affrontati, ma emerso prepotentemente, è stato quello di non ridurre Peppino a un santino, a una icona da inserire nel pantheon degli eroi antimafia. E’ il vecchio problema dell’identità di Peppino,  negata o alterata dall’immagine che ne hanno dato i mass media o i film su di lui e su Felicia. Qualcuno ha visto nel Peppino de “I cento passi” “un ragazzetto che fa scenate o che compie la famosa camminata”, senza soffermarsi sugli altri profondi significati che il film suggerisce, qualche altro presenta Peppino come un esempio di educazione alla legalità, senza tenere conto che Peppino non aveva niente da spartire, anzi era nemico di quella legalità che significa rispetto e ossequio passivo alle istituzioni e al potere delle classi dominanti,  qualche altro lo presenta come un folle, un utopista, un “illuso”, uno che si è fatto ammazzare perché non si era reso conto che il potere mafioso è intoccabile e  reagisce con la pena di morte a chi cerca di metterlo in discussione.
Le migliaia di persone che ogni 9 maggio gridano “Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai” troppo spesso dimenticano  che l’idea fondamentale cui Peppino ha dedicato la vita è il comunismo, da lui definito come “un’esigenza biologica”, quindi non solo un’idea, ma un modo di essere, una concezione di un mondo in cui ci sia uguaglianza totale e gioia di vivere. L’altra idea è quella della rivoluzione, come passaggio obbligatorio per costruire questo mondo, ovvero l’azzeramento delle regole che sinora hanno governato il vecchio mondo. La terza idea è quella dello stare insieme, di essere “compagni”, ovvero amici con cui si divide il pane.
Di tutto questo spesso rimane una maschera, quella che la società mette su se stessa per coprire le proprie lordure e quella che si tenta di mettere a Peppino per  occultare la forte carica rivoluzionaria delle sue idee. E’ per questo che oggi in un anniversario reso sempre più lontano dai ritocchi d’immagine che se ne fanno, ricordiamo Peppino  con alcuni suoi versi:

Oggi si butta giù
la maschera, mascherandosi.
Il carnevale
è una festa davvero strana:
si vince l'ipocrisia
erigendole un monumento mascherato.
Stasera voglio tagliuzzare
ogni mio sentimento
in mille coriandoli colorati.
Poi li getterò
nella calca dei convenuti
per allietare le loro danze.

(Salvo Vitale)

mercoledì 2 maggio 2018

Presidio davanti a Camp Darby


Presidio contro l’allargamento della base USA e contro i “treni della morte.”

Martedi 1 maggio, dalle 10.30 alle 12.30, si è svolto davanti alla base militare di Camp Darby, il presidio contro l’allargamento della base USA e contro i “treni della morte.”
Il presidio era stato promosso dalla “rete civica livornese contro la normalità della guerra”, erano presenti circa settanta persone con un numero variegato di sigle e di bandiere. Fra i tanti era presente anche il Tavolo per la Pace della Val di Cecina con una sua delegazione ed il coordinatore, rappresentanti della “Lista del Popolo per la Costituzione” comitato Toscano, movimento neonato a favore dell’uscita dell’Italia dalla Nato e per la neutralità del nostro Paese, nel rispetto dell’art. 11 della Carta Costituzionale.
Molte le bandiere rosse. Tutti i relatori hanno evidenziato la contrarietà ai lavori di allargamento della base di Camp Darby che per i partecipanti andrebbe riconvertita ad uso civile, pittosto che allargata.
Altra richiesta avanzata dalla maggior parte degli intervenuti è un cambio di destinazione dell’impiego dei fondi dedicati alle spese militari in favore dello sviluppo del Paese e in azioni di contrasto alla crisi del mondo del lavoro e alla precarietà dilagante. Va tenuto conto che di fronte alla chiusura di aziende locali e nazionali c’è un ulteriore incremento della spesa militare italiana: 25 miliardi di euro nel 2018 (1,4% del PIL), un aumento del 4% rispetto al 2017 che rafforza la tendenza di crescita avviata dal governo Renzi (+8,6 % rispetto al 2015).
Jeff Hoffman del Tavolo per la Pace della Val di Cecina ha inoltre sottolineato che fra ieri e l’altro ieri sono entrati in Siria, armi e bagagli, l’esercito tedesco e l’esercito francese per riunirsi a quello britannico, coordinati dalla Nato.
“E’ in corso un’invasione che contravviene ad ogni norma di diritto internazionale e che ci mette direttamente a rischio anche per la presenza delle 70 bombe atomiche USA nel nostro paese. L’Italia deve immediatamente firmare il nuovo trattato dell’ONU di proibizione delle armi nucleari come hanno già fatto l’Austria e lo Stato Vaticano insieme ad altri 50 stati non allineati.”
I promotori e la totalità dei partecipanti si sono dati due appuntamenti a cui va aggiunto un evento del Tavolo Pace a fine Giugno:
·      il 5 maggio alle 17.30 in Piazza grande a Livorno, contro i treni della morte e l’allargamento della base USA di Camp Darby.
·      Il 2 giugno per la festa della Repubblica è prevista una marcia da San Pietro a Grado all’ingresso principale della base. Sarà un’occasione importante e simbolica per il valore di quella data per noi italiani. Sono invitati a partecipare tutti i cittadini contrari alla guerra e ad una Toscana usata come corridoio per il trasporto e l’accantonamento delle armi statunitensi.
·      A fine Giugno il Tavolo per la Pace proporrà un evento teatrale e musicale contro la guerra ed a favore del nuovo trattato dell’Onu per la proibizione assoluta dell’uso e della detenzione di bombe e armi atomiche.

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023