lunedì 17 settembre 2018

La Pace è marcia ?

LA PACE E’ MARCIA ?
[Jeff Hoffman]
C'è una questione di cui non sento parlare neanche dai promotori della “marcia per la pace”: le bombe atomiche presenti in Italia, in contrasto con la Costituzione, coi trattati dell'ONU, con la volontà dei cittadini che in italia il nucleare non l’hanno voluto neanche nelle centrali per la produzione di energia elettrica ma si ritrovano con settanta bombe atomiche e dodici porti nucleari, dove possono approdare sommergibili e navigli vari a propulsione nucleare, mettendo a rischio nucleare l’intero territorio italiano e la sua popolazione, anche quella del “prima gli italiani”.
Fra pochi mesi il pentagono sostituirà le 70 bombe atomiche presenti a Ghedi e ad Aviano con le ormai note b61/12, più potenti, più “intelligenti”, più facilmente trasportabili, più mortali. Agli incontri dei pacifisti di tutto si sente parlare meno che di bombe atomiche o delle guerre che stanno sterminando milioni persone.
Capitini non sarebbe felice di questo. Fra poco inizieranno i lavori di potenziamento di Camp Darby da cui partono tutte le armi e munizioni destinate ai sauditi e agli alleati perchè possano sterminare il popolo yemenita nel silenzio internazionale e per fare la guerra alla Russia in Siria, alla faccia del popolo siriano.
L'uso che il pentagono fa di Camp Darby e' del tutto fuori dalle regole della NATO e questo va detto forte e chiaro; se sei contro la guerra devi dire la verita'. Se non lo fai vuol dire che il tuo scopo non è fermare le guerre, ma strumentalizzare il pacifismo. Io sto con il tavolo per la pace e con la Rete Civica di livorno contro la nuova normalità della guerra !
L'US Army Italy ci fa sapere a mezzo stampa che intende iniziare i lavori di potenziamento delle infrastrutture di collegamento fra la base e il porto di Livorno (raddoppio del Canale dei Navicelli e realizzazione di un tronco ferroviario fra la stazione di Tombolo e l'interno della base) col taglio di 937 alberi protetti del Parco Naturale di San Rossore.
GIOVEDI' 20 SETTEMBRE, ORE 17,45, RIUNIONE presso le CICALE OPEROSE di Corso Amedeo 101, Livorno, per organizzare l'iniziativa di resistenza più efficace.
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domenica 16 settembre 2018

Camp Darby: il Colonnello ci dice...


Camp Darby: il Colonnello ci dice…

Martedì 11 settembre alle 21, nell'area Cecinella a Marina di Cecina  (LI), in occasione dell’apertura del “meeting antirazzista” si è discusso di Camp Darby, rischio radiologico e piani di guerra disegnati a tavolino, dove la Toscana funge da fornitore di armi x i teatri di guerra in siria, Yemen, Afganistan e Africa. All’incontro pubblico a cura della Rete civica di Livorno contro la Nuova Normalità della guerra e del Tavolo per la Pace della val di cecina hanno partecipato Manlio Dinucci, geografo giornalista autore di numerosi libri fra cui "l’arte della guerra", Roberto Benassi, Ammiraglio della Marina Militare Italiana in congedo, Jeff Hoffman Coordinatore del Tavolo per la Pace e naturalmente un pubblico molto interessato ai temi trattati.
Nei video alcuni dei momenti dell’iniziativa.


Video 1: introduzione di Jeff Hoffman Coordinatore del Tavolo per la Pace (8':52")


Altri video dell'iniziativa saranno inseriti appena possibile.....



Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023

domenica 9 settembre 2018

Cosa succede a Bassora?

Cosa succede a Bassora?


Da settimane mi arrivano messaggi, filmati da Bassora da alcuni collaboratori del gruppo internazionale del Teatro di Nascosto. All’inizio erano immagini di rubinetti di casa, usciva acqua sporca quasi nera per via della sabbia, sporchissima, immagini d’acqua che bruciava perché  sporca anche di petrolio. Sembrava una crisi idrica… Prima fase: l’ acqua salata arriva nelle case,proviene dall’Iran ed entra nelle riserve di acqua potabile.
Poi…  immagini di dimostrazioni, pacifiche, con canti, slogan, e ancora altre dimostrazioni…
Poi immagini di gente che scappa da spari, da carri armati, e’ arrivata l’armata irachena per intervenire: tanti spari, lacrimogeni, la gente corre…Poi immagini di persone disperate in ospedale, al pronto soccorso, prima erano malati che hanno bevuto l’acqua contaminata, migliaia e migliaia  di malati (già in quel momento più di 6000), si sentono lamenti di dolore.  i telefoni di amici e familiari riprendono continuamente ed ovunque si vede gente sdraiata su lettini, per terra… I dottori danno medicine, ma nessuno formula una diagnosi, rimane un segreto (sembra di stato). Poi le immagini cambiano, le persone che vengono portate al pronto soccorso sono gli uomini feriti, colpiti dalle forze militari intervenute durante le dimostrazioni, uomini, ragazzi giovani pieni di sangue, feriti da attacchi militari, immagini terribili di ferite nauseanti, crudeli…  Si vedono massaggi cardiaci per cercare disperatamente di ridare vita a chi l’ha gia’ perso. Urla di dolore di un padre, di amici, la rabbia nelle strade cresce, le dimostrazioni vanno avanti. Ieri il palazzo del governo di Bassora viene dato alle fiamme, non si capisce da chi. C’e’ il coprifuoco, ma le dimostrazioni continuano. Cerco di capire la situazione, ma neanche chi fa il giornalista e vive a Bassora riesce a capire cosa sta succedendo realmente… Chi sta dietro le proteste sempre più rabbiose..
Vivo tra due mondi, la vita di qua, di fine estate, bel tempo, gli ultimi giorni prima che in tanti si ritornano a scuola, cammino per le belle strade di Volterra, mangio con una amica… Ping…un messaggio sul telefono ed arrivano altri filmati, altri spari, lacrimogeni con la richiesta di condividere, di raccontare quello che succede, di fare capire che stanno protestando per poter vivere in modo degno, che le dimostrazioni pacifiche sono diventate violente a causa degli interventi militari. A Bassora da anni ci sono problemi di elettricità, acqua potabile, mancanza di lavoro. Chi ha soldi e ha un lavoro, riesce a vivere, a comprarsi l’acqua pulita da una ditta privata, ma chi non ha lavoro non può permetterselo. In questi giorni fa ancora caldo, intorno a 45 gradi, meno dei 54 gradi estivi, ma molto caldo… Da anni lo stato iracheno non interviene per creare un piano idrico funzionante.
Cerco a trovare notizie su quello che succede su internet, ma ce ne sono poche…  Cosa sta succedendo a Bassora? Parlo con i miei amici in Iraq.
Da mesi, dopo le elezioni di maggio, si cerca di creare un nuovo governo,  fino adesso senza esito. E’ per questo? Per la lotta per il potere? Se diventerà un governo filo americano o un governo filo iraniano?
Stanotte a Baghdad sono stati sparati più di dieci mortai e sembra che 3 sono esplosi all’interno della green zone, la parte più protetta di Bagdad dove risiedono molte ambasciate,non lontano dall’ambasciata egiziana e americana… Sembra che non ci sono feriti… Difficile capire le notizie… Difficile comprendere cosa succede… Ma tutto sembra indicare una lotta tra Iran e America per non perdere il potere in questo paese che fornisce petrolio a gran parte del mondo.                                  [Hannet Hanneman su “Articolo 21”]

Cena di autofinanziamento


Cena di autofinanziamento


Per informazioni:
Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
Blog: http://tavoloperlapace.blogspot.it

Il Colonnello ci dice...

Il Colonnello ci dice..
11 settembre ore 21, area Cecinella a Marina di Cecina  (LI), in occasione dell’apertura del “meeting antirazzista” si discuterà di Camp Darby, rischio radiologico e piani di guerra disegnati a tavolino dove la Toscana funge da fornitore di armi x i teatri di guerra in siria, Yemen, Afganistan e Africa. "il colonnello ci dice" a cura della rete civica di Livorno contro la Nuova Normalità della guerra e del Tavolo per la Pace della val di cecina.
partecipa Manlio Dinucci, geografo giornalista autore di numerosi libri fra cui "l’arte della guerra", Franco Busoni, Roberto Benassi, Tiberio Tanzini e molti altri...


Per informazioni:
Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
Blog: http://tavoloperlapace.blogspot.it

sabato 1 settembre 2018

Presidio di protesta



Comunicato del 1° settembre 2018

la Rete Civica Livornese Contro la Nuova Normalità della Guerra
e il Tavolo Per la Pace
convocano un
PRESIDIO DI PROTESTA
in Via Grande angolo Via del Giglio, lunedì 3 settembre,
dalle ore 10:00 alle 13:00.

Arriva il 2 settembre nel porto di Livorno la Liberty Promise.
Dopo aver fatto scalo nei porti della costa orientale degli Stati Uniti di Charleston, Port Newark, Philadelphia, Wilmington e Boston il 23 agosto la Liberty Promise ha iniziato la traversata atlantica con destinazione Livorno, da dove proseguirà verso Aqaba in Giordania e Jeddah in Arabia Saudita.

La Liberty Promise è una nave a caricamento orizzontale costruita nel 2010, di 57.030 tonnellate di stazza lorda, 21.359 tonnellate di carico netto, lunghezza 200 metri, larghezza 32 metri, pescaggio attuale 9 metri
La sua posizione, rilevata alle ore 08:47 di questa mattina 2 settembre 2018, è quella all’altezza dell’isola di Palma di Maiorca che si rileva dalla schermata allegata.
La Liberty Promise è una delle navi della flotta del Maritime Security Program (MSP).
Il Maritime Security Program ha la finalità di mettere a disposizione delDipartimento della Difesa degli Stati Uniti una flotta di proprietà privata per intervenire nelle aree di crisie rifornire la linea del fronte di bombe, razzi, esplosivo ad alto potenziale, munizioni, tank, jeep e camion e quant’altro materiale militare necessario. 

Camp Darby è “il più grande arsenale USA” del pianeta, “al di fuori della madrepatria”, ha detto recentemente il colonnello comandante la guarnigione Us Army Italy di Vicenza e Camp Darby.
Perciò navi del MSP fanno regolarmente scalo a Livorno, per rifornire Camp Darby e da Camp Darby rifornire il fronte, oggi in Siria e Yemen.

Fra l’altro, l’amministrazione statunitense sta per dare il via a una massiccia riorganizzazione delle infrastrutture all’interno della base: un investimento di decine di milioni di dollari, confermatorecentemente, per realizzare un nuovo troncone ferroviario e il rifacimento di una banchina attrezzata lungo il canale navigabile dei Navicelli che attraversa Camp Darby, collegato direttamente al porto di Livorno, in modo da garantire una più rapida ed efficiente movimentazione dei carichi di armi che arrivano o che partono via mare, direttamente dal porto di Livorno.

In Yemen la bomba che il 9 agosto scorso ha massacrato 40 bambini di uno scuolabus era una bomba  MK 82 a guida laser da 227 chili prodotta da General Dynamics.
Lancia missili Javelin anti-carro di produzione Raytheon/Lockheed Martin, "Tube-launch, Optically tracked, Wire-guided” ancora della Raytheon,camion blindati di tipo Hmveein, e altre armi e materiali militari  ancora di produzione statunitense sono ritrovati in Iraq e Siria nelle aree riconquistate all’Isis.

L’uso di Camp Darby per rifornire il fronte in Siria e Yemen deve finire.
L’uso che in questo periodo gli Stati Uniti fanno di Camp Darby è al di fuori di quanto previsto dall’articolo 3 del Trattato nordatlantico, sul quale si basa la legittimità della presenza e dell’uso delle basi americane in Italia, e non deve essere consentito.

La Rete Civica Livornese Contro la Nuova Normalità della Guerra in collaborazione col Tavolo per la Pace, dopo i precedenti del 10 Agosto, 13 luglio, 15 giugno e 5 maggio, ancora una volta convoca, questa volta per  Lunedì 3 settembre, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 in Via Grande a Livorno, angolo via delGiglio, un presidio per

Ø     informare le livornesi e i livornesi che le armi per la guerra in Siria e Jemen vengono da Camp Darby facendo della nostra città una vera e propria retrovia di una guerra non nostra 
Ø     raccogliere firme su una lettera indirizzata ai sindaci di Pisa e Livorno, al presidente della Regione Toscana e ai parlamentari di ogni schieramento eletti sul territorio affinché si attivino con ogni iniziativa utile a impegnare il Governo a intraprendere nei confronti dell’alleato tutti i passi necessari a ricondurlo al rispetto rigoroso del Trattato Nordatlantico e degli accordi bilaterali collegati stipulati.

Livorno non vuole essere retrovia della guerra americana

Le guerre degli Stati Uniti non sono “in automatico” anche nostre

Si ripristini quanto prima la legalità nelle relazioni internazionali,
anche quando si tratti di “alleato privilegiato”

Non si consenta l’avvio dei lavori di potenziamento di Camp Darby,
fino a quando la questione giuridica non sia chiarita
e sia ripristinata la corretta e rigorosa applicazione
del Trattato per il quale le basi americane sono presenti in Italia

Livorno 1° settembre 2018


lunedì 18 giugno 2018

Addio a Luciana madre di Ilaria Alpi


Addio a Luciana, madre coraggio di Ilaria Alpi


E’ morta Luciana Alpi, madre della giornalista Ilaria Alpi, assassinata in Somalia il 20 Marzo del 1994 insieme all’operatore Miran Hrovatin; la signora Alpi ha lottato sino alla fine dei suoi giorni per ottenere un brandello di verità che facesse luce sulla morte della figlia.
Luciana Alpi era nata a Brescia il 3 Agosto del 1933, si è spenta il 12 Giugno del 2018 a distanza di cinque giorni dall’udienza per la richiesta di archiviazione sul caso Ilaria Alpi; nell’ultima udienza la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del caso alla luce dell’udienza preliminare che si è tenuta il 17 Aprile scorso. La Procura aveva richiesto ulteriore tempo per decidere il da farsi alla luce di nuovi documenti risalenti all’anno 2012: la documentazione tratterebbe di intercettazioni tra cittadini somali che parlerebbero dell’omicidio della giornalista, il faldone è stato trasmesso dalla procura di Firenze a quella di Roma.
Venerdì scorso è stata richiesta l’archiviazione in quanto i documenti sono stati ritenuti irrilevanti; sarà il Gip a decidere se continuare le indagini oppure far cessare del tutto l’attività investigativa e archiviare il caso Alpi come uno dei tanti misteri italiani. Nel frattempo i genitori di Ilaria Alpi si sono spenti entrambi.
Il caso Alpi dura da 24 anni, tra depistaggi, falsi colpevoli e processi che non hanno portato a nulla. In questi 24 anni la memoria di Ilaria Alpi è stata custodita dal padre e dopo la sua morte dalla madre, la signora Luciana che in molti casi si sono sostituiti agli investigatori visto che hanno intrapreso ricerche in proprio che hanno prodotto una mole di documentazione, consegnata alla commissione bicamerale d’inchiesta sulla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.
La commissione non ha concluso nulla e non è nemmeno arrivata alla stesura di una relazione a causa dello scioglimento anticipato delle camere; commissione che aveva il compito di verificare l’uso dei fondi della cooperazione nella quale erano emersi problemi di malaffare. Tra i Paesi nella quale l’inchiesta si sarebbe dovuta sviluppare vi era anche la Somalia dove vi erano stati dei progetti già realizzati come la strada Garoe-Bosaso, pozzi e navi della Shifco il cui titolare era Omar Said Mugne (trafficante) e sugli appunti della Alpi sono stati ritrovati delle frasi molto esplicative: “Shifco/Mugne/1400 miliardi/dove è finita questa ingente mole di denaro?”.
Nell’ultima audizione è stata ascoltata l’intervista di Ilaria Alpi al sultano di Bosaso, Bogor; è un’intervista che dura una ventina di minuti ma dalle stesse parole del sultano si è saputo che l’intervista è durata più di tre ore, testimonianza che è stata messa a verbale dalla commissione d’inchiesta sul caso Alp-Hrovatin. Nel corso dell’intervista Ilaria Alpi chiede al sultano della nave che è stata sequestrata dal trafficante Mugne e degli scandali della cooperazione. L’intervista viene effettuata il 15 Marzo del 1994, il 20 Marzo Ilaria e Hrovatin vengono ammazzati in un agguato, la stessa Alpi e Hrovatin avevano già visitato la strada Garoe-Bosaso dove con molta probabilità erano stati sepolti barili di rifiuti tossici.
I signori Alpi sin dall’inizio avevano capito che non vi erano tutte le intenzioni di far luce sull’accaduto ed è per questo che hanno iniziato delle indagini personali; che le intenzioni fossero del tutto evanescenti si è capito quando sul corpo di Ilaria Alpi non è stata effettuata nemmeno l’autopsia, limitandosi ad un superficiale esame esterno del corpo.
Stando alle dichiarazioni di Luciana Alpi si legge che: “Un funzionario cimiteriale ci disse che Ilaria non poteva essere tumulata perché non era stato riconosciuto il suo corpo. Ci chiesero se volevamo andare a fare il riconoscimento, ma noi preferimmo non andare […] ci avevano detto che il corpo era martoriato e allora io e mio marito abbiamo pensato che volevamo ricordarla come il giorno in cui è uscita da casa nostra. Andarono mio fratello e mio cognato a riconoscere il corpo. Quando tornarono, ci dissero che il corpo di Ilaria era integro e aveva solamente la testa fasciata”.
E’ il momento in cui i coniugi Alpi iniziano a diffidare delle istituzioni ed iniziano una battaglia personale, in cui emerge la mancanza di documenti medici, si scopre che mancano degli oggetti di Ilaria; inoltre, si viene a scoprire che l’agguato potrebbe essere stato ripreso da un satellite militare statunitense. Dopo varie trattative intraprese, i genitori riescono ad avere la conferma che il satellite si trovava sul posto dell’agguato, ma dell’immagine nessuna traccia. Questi ed altri misteri avvolgono la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, come quello del falso colpevole, Hashir Omar Assan, condannato a 26 di carcere di cui 17 scontati da innocente. Innocenza alla quale hanno sempre creduto i signori Alpi che non si sono mai accontentati, sino agli ultimi giorni della loro vita, delle verità di comodo preconfezionate.
[Sebastiano Lo Monaco - www.ilfarosulmondo.it]