mercoledì 13 dicembre 2017

Teatro di nascosto



Mosul chiama Volterra risponde….




Venerdì 15 Dicembre ritorneranno in Piazza dei Priori
gli studenti del'ITCG Niccolini e dell'IISC Carducci...
con: "Mosul chiama Volterra risponde..."
Per donazioni per la ricostruzione dell'Università di Mosul

15th of December they will return in Piazza dei Priori!!!
The students of ITCG Niccolini and IISC Carducci...
With: Mosul calls Volterra answers

galleria fotografica lavori preparatori [ qui… ]

https://drive.google.com/open?id=1cBEspiELVwidApgS3WAJUEfnhfNw-LY5https://drive.google.com/open?id=1cBEspiELVwidApgS3WAJUEfnhfNw-LY5


Diario dal Kurdistan. 10 giorni di lavoro con gli attori

Venerdi 17  novembre 2017, bar  del Teatro, della Grazia Volterra. Andiamo in Kurdistan turco… dal maggio 2017 non trovo niente sulla situazione curda in Diyarbakir… In Turchia regna una grande oppressione silenziosa  della quale si parla poco… La nostra storia del teatro reportage ha iniziato li, con i curdi turchi, nel 1998 prima a Badolato che si era riempito con rifugiati curdi, poi Istanbul, Diyarbakir. Ricordo: soldati con kalashnikov all’aeroporto di Diyarbakir, insegnanti morti, solo per aver partecipato ad una dimostrazione, incontri segreti, storie terribili di villaggi bruciati, di chi aveva perso tutto, di una madre che aveva assistito all’uccisione da parte da soldati turchi, del suo figlio. Era l’inizio del sentire storie cosi crudeli che ti fanno pensare, peggio di cosi, non ci può essere niente, ma si… ho imparato in 20 anni di teatro reportage che c’e’ sempre un peggio. Incredibile cosa si inventa per fare parlare, per denigrare, per uccidere…
Mi hanno chiesto di lavorare con 15 attori del teatro stabile che e’ stato chiuso da dicembre l’anno scorso…. [leggi tutto su : articolo21.org... ]
Galleria fotografica [ qui... ]









mercoledì 6 dicembre 2017

L'arte della guerra

Gentiloni «l’Africano» alla conquista di neocolonie

 di Manlio Dinucci
Che il futuro dell’Europa si giochi anche in Africa credo sia molto chiaro soprattutto a noi italiani, per ragioni storiche e geografiche»: lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel suo tour africano, dal 24 al 29 novembre, attraverso Tunisia, Angola, Ghana e Costa d’Avorio. In tal modo, non volendo, ha detto la verità: l’Italia e l’Europa considerano oggi l’Africa molto importante per le stesse «ragioni storiche e geografiche» del passato, ossia di quando essa era sotto il loro dominio coloniale.
L’Africa è ricchissima di materie prime: oro, diamanti, uranio, coltan, rame, petrolio, gas naturale, manganese, fosfati, legname pregiato, cacao, caffè, cotone e molte altre. Queste preziose risorse, sfruttate dal vecchio colonialismo europeo con metodi di tipo schiavistico, vengono oggi sfruttate dal neocolonialismo europeo facendo leva su gruppi di potere e governanti africani corrotti, manodopera locale a basso costo e controllo dei mercati interni e internazionali…[ leggi tutto l’articolo…. ]





Grandi opere del Pentagono a spese nostre


di Manlio Dinucci

Grandi opere sul nostro territorio, da Nord a Sud. Non sono quelle del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui tutti discutono, ma quelle del Pentagono di cui nessuno discute. Eppure sono in gran parte pagate con i nostri soldi e comportano, per noi italiani, crescenti rischi.
All’aeroporto militare di Ghedi (Brescia) parte il progetto da oltre 60 milioni di euro, a carico dell’Italia, per la costruzione di infrastrutture per 30 caccia Usa F-35, acquistati dall’Italia, e per 60 bombe nucleari Usa B61-12.
Alla base di Aviano (Pordenone), dove sono di stanza circa 5000 militari Usa con caccia F-16 armati di bombe nucleari (sette dei quali sono attualmente in Israele per l’esercitazione Blue Flag 2017), sono stati effettuati altri costosi lavori a carico dell’Italia e della Nato.
A Vicenza vengono spesi 8 milioni di euro, a carico dell’Italia, per la «riqualificazione» delle caserme Ederle e Del Din, che ospitano il quartier generale dell’Esercito Usa in Italia e la 173a Brigata aviotrasportata (impegnata in Europa orientale, Afghanistan e Africa), e per ampliare il «Villaggio della Pace» dove risiedono militari Usa con le famiglie.
Alla base Usa di Camp Darby (Pisa/Livorno) inizia in dicembre la costruzione di una infrastruttura ferroviaria, del costo di 45 milioni di dollari a carico degli Usa più altre spese a carico dell’Italia…[ leggi tutto l’articolo… ]

venerdì 1 dicembre 2017

Comunicato stampa


Castagneto Carducci (LI) 1/12/2017

COMUNICATO STAMPA

Il Tavolo per la Pace della Val di Cecina ha inviato a tutti i Comuni aderenti (14 fra alta e bassa Val di Cecina), una mozione sul nuovo trattato dell’Onu per la proibizione totale delle armi nucleari.
Il 30/11 la mozione, ripresa dal gruppo 5 stelle e presentata al Comune di Cecina (LI), è stata votata all’unanimità; lo stesso testo è in discussione nel Comune di Castellina M.ma (PI) e nel comune di Guardistallo (PI).
Una piccola vittoria per il Tavolo Pace che insieme all’Anpi di Cecina e Rosignano ha organizzato una serie di incontri con cittadini e con le scuole superiori sulla questione del nucleare e sull’allargamento della base militare statunitense di Camp Darby.
Al contempo, essendo vicini alle elezioni politiche del 2018, il Tavolo per la Pace ha stilato un documento per i candidati dove viene richiesto un impegno su alcuni punti programmatici del Tavolo Pace, dando loro e alle forze politiche, la possibilità di firmarlo o di prenderne le distanze.
Eventuale impegno di cui il Tavolo Pace chiederà conto ai parlamentari.
La coordinatrice dell'Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi cell. 3484004616
Il coordinatore della Bassa Val di Cecina: Jeff Hoffman cell.3288077994

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina:
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica n. 15/B p.t.

Tel. 0565 778276 - Fax 0565 774336 - cell. 333 2526023
E-mail: pace@comune.castagneto-carducci.li.it 


mercoledì 22 novembre 2017

Comunicato stampa

Comunicato stampa
  
Il Tavolo per la Pace della Val di Cecina ha partecipato il 19 novembre a Livorno alla partenza della carovana delle donne per il disarmo nucleare. Erano presenti anche i delegati istituzionali del comune di Guardistallo e Castellina Marittima, e tante associazioni.
La Carovana ha attraversato la città partendo da piazza Repubblica fino alla terrazza Mascagni facendo pausa al monumento delle 140 vittime della Moby Prince al porto di Livorno. Il 20 novembre ed i giorni successivi la Carovana attraverserà molte città italiane per concludersi il 10 dicembre in occasione della giornata dei diritti umani. Prima d’allora Il 9 dicembre l’appuntamento è davanti a camp darby.
Scopo primario della carovana è quello di promuovere il nuovo trattato dell’ONU sulla proibizione delle armi nucleari e per richiedere al nostro paese di ratificare il trattato che prevede fra l’altro la rimozione immediata dai confini italiani delle 70 bombe atomiche depositate a Ghedi e ad Aviano per conto dell’esercito USA.
Nell’intera Europa il pentagono ha depositato 180 bombe atomiche, 70 delle quali in Italia. Il motivo per cui l’associazione WILPF appena insignita del premio nobel per la pace insieme ad altre associazioni della campagna ICAN: International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari) ha deciso di far partire da Livorno la carovana nazionale per il disarmo è la presenza di camp darby sul territorio, combinata con la presenza del porto nucleare che mettono a rischio la popolazione senza mai esserne stata informata.
Il Tavolo per la Pace proseguirà l’opera di sensibilizzazione e mobilitazione per la promozione del trattato ONU in stretta collaborazione con l’Anpi di Cecina e Rosignano sia all’interno delle scuole sia in iniziative pubbliche con il supporto dell’Uspid (unione scienziati per il disarmo), la facoltà di scienze per la Pace di Pisa e il coordinamento nazionale No guerra No nato.
Una mozione sul nucleare inviata dal Tavolo Pace a tutti i comuni aderenti è in discussione e votazione nel comune di Cecina, di Castellina Marittima e di Guardistallo. Sollecitiamo gli altri comuni a fare altrettanto per tenere alta l’attenzione su questo tema in quanto il disarmo nucleare è una questione trasversale che riguarda tutti a prescindere dalla fede politica, religiosa, origini etniche e genere. C’interessa a tutti in quanto esseri umani.

La coordinatrice dell'Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi cell. 3484004616
Il coordinatore della Bassa val di Cecina : Jeff Hoffman cell. 3288077994

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina:
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica n. 15/B p.t.

Tel 0565778276- Fax 0565774336 cell. 3332526023

domenica 19 novembre 2017

4 Novembre a Pomarance

4 novembre 2017 - Pomarance

Carissimi cittadini, Associazioni, autorità civili e militari qui presenti. Anche in occasione di questo 4 novembre 2017 ci siamo riuniti in questa importante cerimonia per ricordare ed onorare i nostri Caduti di tutte le guerre, per non dimenticare il loro sacrificio. Passa il tempo, ma non passa il dolore per tante vite umane strappate all’affetto dei loro cari dall’assurdità della guerra. E quel dolore, quel sacrificio, quelle sofferenze, non possono essere voltate come si fa di solito con la pagina di un libro. Quel dolore e quelle tragedie rappresentano un patrimonio di straordinaria ricchezza per ciascuno di noi, un riferimento costante a cui guardare nella vita di ogni giorno, nella vita delle istituzioni, affinchè si possano preservare e rinvigorire nel tempo, tutti quei valori che contribuiscono a tener vivo il concetto di sacrificio e di amore per la Patria. Una Patria che ieri come oggi assume per noi un significato imprescindibile dal concetto di libertà, democrazia, rispetto delle leggi e dei diritti costituzionali. Non sembri anacronistico ricordare che siamo qui proprio perché crediamo fermamente nell’idea che la libertà e la democrazia vadano difese anche attraverso la conoscenza della storia e con l’onore che va tributato alla memoria di tante vite umane che hanno reso possibile, con il loro sacrificio, la nascita dell’Italia Repubblicana: unita, libera e solidale. Sì, un’Italia unita e solidale ma oggi pervasa da pericolose spinte autonomiste, indipendentiste, possibile preludio di situazioni che degenerando potrebbero portare ad una progressiva quanto pericolosa  “escalation”, come sta accadendo in questi giorni in Spagna con la Catalogna. La politica ha delle grosse responsabilità in tutto questo per cui, farebbe bene a porsi domande precise sulla propria condotta passata e presente.
C’è un altro messaggio forte e chiaro che giunge a noi dalla Costituzione italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali “. Si dà il caso che venti di guerra soffino ancor oggi da un capo all’altro del globo ma non si può, nel terzo millennio, immaginare la guerra come strumento di risoluzione delle sopra citate controversie internazionali; eppure l’egoismo umano è sempre pronto a dichiarare nuove guerre per realizzare i sogni di potenza. La storia insegna che le guerre non producono vincitori, ma solo sconfitti. In sostanza la guerra non serve a niente, all’infuori di distruggere vite umane, ricchezze economiche, ambientali e culturali, oltre a procurare sofferenza diffusa, miseria, morte. E’ vero, i pretesti per fare una guerra sono sempre tanti: ma sono solo pretesti. Se quanto si spende per fare una guerra, si spendesse per rimuovere le cause delle disuguaglianze, delle povertà, delle ingiustizie nel mondo, si avrebbe un immenso accrescimento in termini di benessere, di pace e di civiltà.
Una ricorrenza come quella di oggi dovrebbe anche essere occasione di studio, di riflessione, di confronto … altrimenti il passato rischia di non aiutarci a comprendere il significato del presente e del nostro ruolo di adulti, di giovani, di politici, di educatori, di responsabili dell’ora presente. Su questo fronte incombono vari rischi: possiamo ricordare quello dell’ignoranza e del disimpegno civico, come se la conquista della libertà e della pace fossero state acquisite una volta per tutte e non rappresentassero, invece, una conquista che si consolida ogni giorno, nelle nostre famiglie, sui luoghi di lavoro, nei luoghi della politica, ovunque si costruisce amore per la vita, per la democrazia, rispetto per gli altri, aiuto per i più deboli. Dobbiamo dunque lasciare che questi importanti riferimenti vengano travolti da un individualismo sempre più dilagante?
Il nostro Paese ha bisogno di ciascuno di noi, ma c’è bisogno soprattutto di non disperdere la lezione della storia e la saggezza dei nostri anziani. Non trascuriamo la loro vita, restiamo un po’ più di tempo con loro, è il ringraziamento più bello verso chi ha lavorato e sofferto per noi. Probabilmente ci farà bene ascoltare dal loro racconto com’era la vita, come si soffriva per la fame e per la guerra. Questo serve a noi certo, ma specialmente alle giovani generazioni, spesso distratte dalle moderne tendenze ma anche sfiduciate dall’idea di dover vivere in uno stato di costante precarietà esistenziale con tutto ciò che la cosa comporta.
Ci sarà sicuramente tempo e modo per riflettere sul fatto di sentirci più responsabili del destino di questa Italia, di questo mondo.
A noi, uomini, donne e giovani del nostro tempo, la responsabilità di costruire e mantenere un mondo di pace, oltre a servire ed amare la Patria con tutto il nostro cuore e con tutte le nostre forze. Solo così onoreremo e ringrazieremo degnamente i Caduti di tutte le guerre.
Concludo con un breve pensiero del poeta Giuseppe Ungaretti: “La guerra rimane comunque, l’atto più bestiale dell’uomo”.

 [Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Sez. di Pomarance]

venerdì 17 novembre 2017

Sebben che siam donne


"Sebben che siamo donne. Storie di rivoluzionarie"

Domenica 19 novembre alle ore 17.30 presso l' ex Casello idraulico di Via Roma a Follonica il Centro di Solidarietà Internazionalista dell' Alta Maremma presenta il libro "Sebben che siamo donne. Storie di rivoluzionarie" con la presenza dell'autrice Paola Staccioli.
Il libro, che raccoglie anche la testimonianza di Silvia Baraldini, nasce per sfatare un luogo comune, quello che relega le donne che hanno partecipato alla lotta armata al ruolo secondario di "donne del capo" o semplici esecutrici di ordini.  Al di là dei giudizi storici e di valore, il testo cerca di restituire dignità alle protagoniste di questa controversa pagina di storia.
Durante l'incontro di domenica interverranno anche Silvia Baraldini, la cui vicenda occupò a lungo le cronache degli anni '90,  e Beritan Yalcin , studentessa kurda, che ci parlerà del ruolo delle donne nella rivoluzione del Rojava.
Nella Sala dell'ex casello idraulico sarà anche allestita la mostra fotografica "Verso l'angelo pavone - autoritratti di donne ezide" di Fabiana Cioni e Tulay Ozen.
Info: Elisa 333 2394 866

sabato 4 novembre 2017

4 Novembre


A cento anni dalla “inutile strage” basta armi nucleari e spese militari: un’altra difesa è possibile

Il 4 novembre si celebra la fine di quella prima guerra mondiale che papa Benedetto XV definì l'”inutile strage”, con il suo tragico lascito di 16 milioni di morti, dalla quale si dipaneranno i fascismi d’Europa e si porranno le basi per l’immane tragedia della seconda guerra mondiale, con i campi di sterminio e l’avvio – con Hiroshima e Nagasaki – dell’incubo nucleare.
Quella guerra fu l’esito di una scellerata corsa agli armamenti: il popolo italiano era contrario alla partecipazione del nostro Paese, ma i massicci finanziamenti delle aziende produttrici di armi alla stampa italiana, affinché spingesse l’opinione pubblica verso l’interventismo, ed alle forze politiche interventiste, spinsero al colpo di mano del governo che impose l’ingresso italiano nella sciagurata impresa bellica. Iniziava allora la commistione di interessi del “complesso militare-industriale”, quel sistema che ancora oggi è capace di mobilitare le risorse economiche in una rinnovata corsa agli armamentti, e di orientare gli strumenti di “informazione” e governi verso questo o qull’intervento militare, spacciato – senza vergogna – per “missione di pace”.
Questa strategia della violenza – fondata su precisi interessi bellici – che ha attraversato il ‘900 scavalcandolo come un’onda anomala per giungere fino a noi, spargendo guerre e terrorismi ovunque sul pianeta, in una sorta di “terza guerra mondiale diffusa” ha fallito. E’ realistico prenderne atto e abbandonare la via della guerra e della sua insostenibile preparazione e avviare la via della pace con mezzi pacifici. E’ questa la via maestra che ci indica anche la Costituzione italiana.
Un Paese che è ultimo in tutte le classifiche virtuose europee – in quanto a spesa per l’istruzione, la cultura, il numero di laureati, l’occupazione giovanile, la prevenzione sismica e idrogeologica e la criminalità organizzata e via elencando – non può più permettersi di svettare invece ai primi posti per la spesa pubblica militare, sperperando 23 miliardi all’anno (63 milioni al giorno!) in armamenti. Risorse sottratte alla difesa dalle minacce reali rendono tutti più insicuri.
Oggi un’altra difesa è possibile e necessaria, quella dei diritti sociali dei cittadini e quella della pace, spostando risorse dalla difesa militare alla difesa civile, non armata e nonviolenta.
Un Paese che ospita sul suo territorio decine di testate nucleari, all’interno delle basi militari USA di Ghedi e di Aviano, e che acquista 90 cacciabombardieri F35 – all’inaudito costo di 14 miliardi di euro – progettati per trasportare bombe atomiche, non può non ratificare il Trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari. Dentro allo scandalo della nuova corsa agli armamenti, gli ammodernamenti degli arsenali nucleari puntati contro le teste di tutti sono il vertice della follia.
Oggi, che anche il premio Nobel 2017 è stato dato alla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, è necessario chiedere al nostro governo “Italia ripensaci”: sottoscrivi il trattato per l’abolizione delle armi nucleari !
[azionenonviolenta.it]