giovedì 20 aprile 2017

Noi stiamo con Gabriele



Comunicato stampa

Castagneto Carducci li 20/04/2017

Noi stiamo con Gabriele

Il Tavolo per la Pace insieme a tutte le Associazioni e cittadini ad esso aderenti si unisce all’appello per l’immediata liberazione di Gabriele Del Grande dalle carceri turche dove è detenuto senza motivo e alla faccia del diritto internazionale e della libertà di espressione.
Invitiamo cittadini e amministratori ad unirsi all’appello lanciato su facebook “io sto con la sposa” e a seguire le iniziative di protesta civile che lo stesso Tavolo Per La Pace intraprenderà nei prossimi giorni fino all’ottenimento di una risoluzione.  Vogliamo Gabriele libero subito, non solo perché non ha colpe ma perché è una voce libera che vogliamo continuare ad ascoltare. In Turchia non ha commesso alcun reato se non quello di voler raccontare quello che stava vedendo e quello di cui stava venendo a conoscenza con le sue interviste. Noi stiamo con Gabriele, “e con la sposa”.
E ci uniamo all’appello della moglie, l’antropologa Alexandra D'Onofrio per un’espulsione che secondo le leggi turche deve avvenire entro i 14 giorni di detenzione.


Il coordinatore della Bassa val di Cecina: Jeff Hoffman  cell 3288077994
La coordinatrice dell’Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi  cell 3484004616

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
pace@comune.castagneto-carducci.li.it
Facebook/Tavolo per la Pace
http://tavoloperlapace.blogspot.it

sabato 15 aprile 2017

Buona pasqua


La pace non è una stagione, è un modo di vivere!
Auguri a tutti - Buona Pasqua
 

Il coordinatore della Bassa val di Cecina: Jeff Hoffman  cell 3288077994
La coordinatrice dell’Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi  cell 3484004616

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
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venerdì 14 aprile 2017

Comunicato stampa


Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comunicato stampa

Castagneto Carducci li 14/04/2017

Il Tavolo per la Pace ritiene che dobbiamo eliminare la guerra dalla storia. Per farlo serve un modello di sviluppo alternativo a quello attuale che c’ha portato fino a questo punto. I missili contro la Siria e le super bombe contro l’Afganistan NON sono una risposta adeguata nè all’uso di armi chimiche né all’oppressione della popolazione. E Tantomeno al terrorismo. Chiunque lo abbia detto è folle. Per non parlare della rapidità con cui gli Stati Uniti hanno preso la decisione d’attaccare senza passare dal Congresso né dall’ONU è a dir poco sospetta.
Dei civili che muoiono non interessa niente a nessuno, altrimenti l’ONU non avrebbe atteso il lancio dei missili per riunirsi d’urgenza. Il numero di vittime è inaccettabile: oltre 400mila morti, 5 milioni di profughi, 6 milioni di sfollati interni su una popolazione complessiva di circa 23 milioni di persone; Questa la guerra che non hanno voluto fermare. Quella stessa guerra che costringe milioni di persone ad emigrare.
Al contrario, grandi potenze e stati criminali sembrano avere interesse affinché la guerra civile siriana peggiori. Anche il nostro paese, secondo produttore di armi al mondo, ha pressoché triplicato l’esportazione di armi verso quei paesi che finanziano e armano il così detto “terrorismo islamico”, per non parlare della mole di affari leciti e illeciti portato dalle guerre e dalle scellerate politiche in atto sul piano internazionale.  
Ebbene, il Tavolo per la Pace non ci sta e rifiuta non solo l’uso delle armi ma anche la violenza della propaganda di cui siamo vittime da decenni.
Il ricorso alla menzogna sulle armi chimiche ha già fortemente modificato il corso della storia degli ultimi decenni e sicuramente è opportuno fare scelte del tutto diverse. L'azione muscolare dell'amministrazione americana non trova alcuna giustificazione se non quella di sfida alle altre potenze schierate nel teatro di guerra, che invece di altre prove di forza ha bisogno di de-militarizzazione e di una strategia politica e negoziata di pacificazione e di ricomposizione delle comunità locali. Un percorso complesso ma indispensabile che ha bisogno della forza del diritto e della giustizia e non delle armi.

Il coordinatore della Bassa val di Cecina: Jeff Hoffman  cell 3288077994
La coordinatrice dell’Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi  cell 3484004616
Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
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Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
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sabato 18 marzo 2017

Diritti umani in primo piano


Il 30 marzo alle ore 21.15 a Pomaia al Circolo Ricreativo  pomaiese si parlera' di diritti umani, quelli che Rousseau defini' " di prima categoria" quei diritti senza i quali non ci sarebbero nemmeno quelli civili, sociali e sindacali. Sono enunciati nella Dichiarazione Universale dei diritti Umani sanciti dalle Nazioni Unite il 1 gennaio 1948, quando finita la seconda guerra mondiale tutte le Nazioni coinvolte dissero "NUNCA MAS" ovvero "MAI PIU". All'iniziativa denominata" Diritti in primo piano. Le ricette di Amnesty International partecipera' Egidio Grande attualmente responsabile del gruppo Amnesty di Siena che ci raccontera' come lavora Amnesty e quali sono le modalita' di azione di un movimento internazionale che lavora ormai da oltre 55 anni. Il Comune di Santa Luce e il Tavolo per la pace invita tutti a partecipare.

martedì 20 dicembre 2016

Comunicato stampa


Tavolo per la Pace della val di Cecina

Comunicato stampa

Castagneto Carducci li 20/12/2016

Di una delle città più antiche del mondo, "capitale del nord" della Siria - che contava poco meno di 2 milioni di abitanti - dichiarata dall'Unesco “Patrimonio dell'umanità” e fregiata successivamente del titolo di “Capitale culturale del mondo islamico”, oggi non rimangono che macerie nelle quali trovano rifugio orfani, vedove e civili impauriti e oppressi. Le grandi potenze coinvolte nel conflitto in Siria continuano a difendere il proprio operato e le proprie alleanze e fedeltà storiche, la comunità internazionale prosegue nel suo colpevole mutismo aspettando non-si-sa-cosa.
Come Tavolo Per La Pace della Val di Cecina chiediamo:
·         alle Nazioni Unite che diano un segnale di presenza istituendo dei corridoi umanitari che consentano l'evacuazione in sicurezza dei sopravvissuti,
·         alle Istituzioni Europee che recuperi un ruolo internazionale di primo piano e accolga i rifugiati provenienti dalla Siria,
·         al Governo che faccia tutti gli sforzi nelle istituzioni internazionali per mitigare la tragedia umanitaria.
·         ai Sindaci della val di Cecina aderenti al Tavolo di fare una un passaggio nei consigli comunali per stimolare una discussione ed eventualmente organizzare iniziative di approfondimento per capire cosa sta accadendo in quella parte strategica del mondo.
Il Tavolo Per La Pace ritiene che la guerra debba essere cancellata dalla storia. La realtà ci mostra tutt'altro ma sarà proprio la storia a giudicarci ed è a questo che dobbiamo pensare. Riteniamo che non possano esserci altri interessi che vengano prima della nonviolenza e della Pace perché gli esseri umani sono la priorità.
Tutto il resto viene dopo. Restiamo Umani

Il coordinatore della Bassa val di Cecina: Jeff Hoffman  cell 3288077994
La coordinatrice dell’Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi  cell 3484004616

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023
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domenica 11 dicembre 2016

Giornata mondiale dei diritti umani

10 Dicembre – Giornata mondiale dei diritti umani: solo una celebrazione ?

E’ la data scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948.
Il documento di 30 articoli sancisce i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona: il diritto alla vita, alla libertà e sicurezza individuali ad un trattamento di uguaglianza dinanzi alla legge, senza discriminazioni di sorta, ad un processo imparziale e pubblico, ad essere ritenuti innocenti fino a prova contraria, alla libertà di movimento, pensiero, coscienza e fede, alla libertà di opinione, di espressione e di associazione.
Vi si proclama inoltre che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture o a trattamento o punizioni crudeli, disumani o degradanti e che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato, il diritto a richiedere asilo in caso di persecuzione….
Tutti principi preesistenti ed abbracciati dalle Costituzioni nate dopo il 2° dopoguerra, non vincolanti per i Paesi aderenti all’ONU, sebbene l’appartenenza ne costituisce una tacita accettazione.
Si potrebbe quasi pensare che sia un esercizio inutile oggi leggere quel documento così vecchio: che bisogno abbiamo, di ricordarci di quella Dichiarazione? E’ un documento che parla di normali diritti che ci è sempre stato insegnato e proposto come “normalità”…. Salvo accorgerci a quasi 70 anni dalla sua adozione, che questi principi non sono così scontati altrove.
Il bilancio che si può tracciare è sotto gli occhi di tutti: se ancora oggi assistiamo a catastrofi umanitarie, significa che il cammino da fare è ancora lungo.
Per l’ONU “Il 2016 è stato un anno disastroso per i diritti umani nel mondo”; il perché è evidente: in ogni Continente si continua a combattere e morire. Ce ne possiamo rendere conto anche senza distogliere lo sguardo dal nostro Mediterraneo, culla delle Civiltà più antiche: In Siria non si intravede da anni una soluzione ad un conflitto che sembra senza fine, in Turchia i diritti sanciti dall’organismo internazionale in cui siede vengono sistematicamente calpestati, il Marocco impunemente ha condannato il popolo Saharawi a morire di fame e stenti nel deserto, l’omosessualità viene ancora considerata un crimine in almeno 3 Continenti; il diritto alla vita, l’accesso al cibo, ai farmaci, all’istruzione in molte, troppe parti del mondo, sembra ancora qualcosa di irraggiungibile.
Nel 2016 che valore dare allora a questo 10 Dicembre, quello di un inutile “mero esercizio teorico” (di cui ha parlato in questi giorni il Presidente Mattarella)?
Di una delle tante giornate che ci inventiamo per pulirci la coscienza, convinti che parlare per un giorno di fame nel mondo, diritti negati, bambini malnutriti o donne maltrattate possa cambiare le cose, per poi tornare a fare le cose esattamente come prima?
E’ drammatico il dossier pubblicato dalla Caritas: "Divieto di accesso. Flussi migratori e diritti negati", dove si spiega il dramma di chi non ha né diritto di migrare né diritto di restare nel proprio Paese.
Un cambio di rotta è necessario per riconoscerci in un modo nuovo tutti cittadini dello stesso mondo. Senza “divieti di accesso" !

mercoledì 7 dicembre 2016

Felicia Bartolotta Impastato



In ricordo di Felicia e di tutte le donne resistenti

7 Dicembre, 12 anni fa ci lasciava Felicia, la Grande mamma di Peppino Impastato.
Una donna che non si è mai arresa, una donna capace di rompere il silenzio mafioso quando vogliono far passare l'idea che il figlio Peppino Impastato si è suicidato o che fosse un terrorista.
E' così che decide di costituirsi parte civile nel processo, dichiarando sempre di volere, per suo figlio, giustizia e non vendetta. Nella ricorrenza dell'anniversario della sua morte, ricordiamola come esempio per tutti coloro che si sono ribellati e che si ribelleranno alle mafie ed a tutte le ingiustizie, perché la paura non è niente quando si è in cerca della Verità. Felicia, ha lottato, guardava la gente del paese negli occhi, quella gente omertosa che per paura girava la testa dall'altra parte, era sola ma alla fine e' riuscita a fare emergere la verità facendo condannare il responsabile dell'omicidio di suo figlio Peppino.
Grazie Felicia hai insegnato a tutti noi una grande lezione di vita: vivere senza paura !


Mio figlio era la voce che gridava nella piazza
era il rasoio affilato delle sue parole
era la rabbia, era l’amore
che voleva nascere, che voleva crescere.

Questo era mio figlio quand’era vivo,
quando lottava contro tutti:
mafiosi, fascisti, uomini di panza
che non valgono neppure un soldo
padri senza figli, lupi senza pietà.

[Felicia Bartolotta Impastato]