mercoledì 22 maggio 2019

Appello ai candidati sindaci


Appello ai candidati sindaci della Val di Cecina


Castagneto Carducci, 22/05/2019

Il Tavolo per la pace della val di Cecina chiede ai candidati a sindaco dei comuni della Val di Cecina:

1)  Che nominino da subito un delegato al Tavolo per la pace, partecipino e ospitino i coordinamenti e rispettino il pagamento della quota d’adesione al Tavolo inserendo nel Bilancio la voce “Tavolo per la Pace della val di Cecina”
2)  Che si adoperino per una collaborazione stabile con il Tavolo per la Pace per le attività inerenti alla Pace, al disarmo, alla nonviolenza e alla legalità, rivolte alle scuole.
3) Che si facciano promotori e collaborino alle iniziative del Tavolo per la diffusione e la sensibilizzazione della cittadinanza nei temi del documento programmatico del Tavolo per la Pace e collaborino, sul proprio territorio, alla presentazioni di libri sui temi inerenti la Pace e il disarmo e che i temi Pace, disarmo ed economia di pace diventino centrali nell’agenda del Comune.
4) Che il candidato si impegni per richiedere la pubblicazione del piano di emergenza nucleare inerente al porto di Livorno e promuova insieme al Tavolo iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza sulla militarizzazione del territorio e l’effetto negativo che questo ha sull'economia locale, sulla salute pubblica, sulla sicurezza dei cittadini, dell’ambiente e del paesaggio (L’impegno affinché il rischio di emergenza radiologica conseguente all'attuale situazione del porto (naviglio a propulsione nucleare), sia inserito nel Piano comunale di Protezione Civile e sia considerata una “priorità” l’informazione capillare ed efficace della popolazione.
5)  L’impegno a coordinarsi con i sindaci degli altri comuni dell’area di emergenza radiologica, perché la Prefettura aggiorni il PES e ne verifichi periodicamente il funzionamento.
6) L’impegno, in collaborazione con gli altri sindaci, coinvolgendo gli organi competenti, a promuovereuna conferenza internazionale, da tenersi in Val di Cecina, su guerre, cambiamenti climatici, migrazioni e “tesa a promuovere il nuovo trattato ONU di luglio 2017 per la proibizione del nucleare e a denuclearizzare il Mediterraneo e il Medio Oriente tramite accordi internazionali analoghi a quelli che tra il 1985 e il 1996 istituirono quattro zone libere da armi nucleari (America Latina 1985, Pacifico del sud 1985, sud est Asiatico 1995, Africa 1996)” (dal Doc. Smilitarizzazione e denuclearizzazione del porto di Livorno”, V Commissione consiliare Livorno, 17.12.2018).
7) L’impegno a sollecitare il Governo e in particolare il Ministro degli Esteri, con specifica corrispondenza e richieste d’incontri, a dare esecuzione rigorosa anche per quanto riguarda il porto di Livorno, a quanto previsto dalla Legge 9 luglio1990 n°185 circa il transito di materiale di armamento.


Il coordinatore della Bassa val di Cecina : Jeff Hoffman 
La coordinatrice dell'Alta val di Cecina: Camilla Sguazzi


Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI) Via della Repubblica 15/B

Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 cell. 3332526023






giovedì 16 maggio 2019

Walking the line


WALKING THE LINE
PALESTINA E ISRAELE LUNGO IL CONFINE CHE NON C'E'

Dialogo sulla Palestina con Annet Henneman e Christian Elia

Venerdi 31 maggio ore 18 - spazio "Teatro di Nascosto" scala Docciola – Volterra (PI)

a cura dell' Associazione Teatro di Nascosto
in collaborazione con:
Emergency Volterra, Tavolo per la Pace della val di Cecina, Associazione Ultima Frontiera








martedì 14 maggio 2019

La scuola non è una caserma


“La scuola non è una caserma”

Ecco cosa diceva Gianni Rodari sul grembiule a scuola


La proposta di Matteo Salvini, Ministro dell’Interno e leader della Lega, in merito al grembiule a scuola, ha riacceso la consueta polemica sul tema.
Durante un comizio tenuto a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, Salvini ha infatti detto: “Abbiamo appena reintrodotto l’educazione civica a scuola e vorrei che tornasse anche il grembiule per evitare che vi sia il bambino con la felpa da 700 euro e quello che ce l’ha di terza mano perché non può permettersela. Ma sento già chi griderà allo scandalo ed evocherà il duce, ma un paese migliore si costruisce anche con ordine e disciplina”.
Il tema ha avuto molti commenti e riflessioni: è questa una questione fondamentale o le emergenze della scuola sono altre? Strutture fatiscenti, soffitti e controsoffitti da monitorare: ogni settimana ne crolla qualcuno….
In merito alla “reintroduzione dell’Educazione civica a scuola”, probabilmente il “Vicepremier” non era a conoscenza del fatto che l’educazione civica non è mai stata abolita.
Come se la Ministra per il Sud Barbara Lezzi annunciasse trionfalmente «Abbiamo appena reintrodotto la pizza a Napoli».
Come ben sanno tutti i docenti di storia, infatti, non è possibile insegnare la Storia stessa — dai Sumeri a Matteo Salvini — senza parlare di diritti, doveri, leggi, Costituzione, proprietà, questioni sociali. In due parole, “educazione civica”….
Ma peschiamo dal passato una riflessione molto valida che inquadra con grande lucidità la questione grembiule a scuola.
Infatti, un articolo pubblicato nel 1968 sul Corrierino dei piccoli, a firma di “un certo” Gianni Rodari, riguarda proprio una riflessione sul tema grembiule, recentemente ripreso da “Famiglia Cristiana”.




lunedì 13 maggio 2019

Succede in questo paese anche ai bambini


Succede in questo paese anche ai bambini


Fonte foto: archivio www.pressenza.com
12.05.2019 - Luca Cellini su www.pressenza.com
Succede, quando l’aria che spira in un paese da stato di diritto, a poco a poco, si trasformi in stato di polizia, succede quando la voglia di controllo dell’ordine costituito, diventi talmente forte da farlo divenire insegnamento pedagogico, il gioco del poliziotto e del carabiniere che usa scudo e manganello a simulare la repressione del dissenso, succede che dei bambini di 7 e 10 anni di due classi d’una scuola elementare del Nord si vestino da celerini, indossino caschi e scudi del reparto mobile in tenuta antisommossa. Succede questo ai giorni nostri in Italia a Cremona in visita guidata nei giorni scorsi a una caserma dell’Arma dei Carabinieri, e pochi giorni prima ancora un’altra classe di una scuola elementare di Carpi che ha ospitato i funzionari del commissariato di Polizia, venuti a svolgere una “normale” giornata d’insegnamento dei compiti di polizia.
Succede che gli scatti dei bambini in tenuta antisommossa siano stati distribuiti direttamente dallo stesso ufficio stampa del Comando provinciale dei Carabinieri di Cremona dove si vedono alcuni bambini disposti dai militari nell’assetto a “testuggine” a simulare d’essere nel bel mezzo di incidenti di piazza. Succede che sono bambini che a malapena hanno appena iniziato a leggere e scrivere Sono gli alunni delle classi 2ª A e 5ª A della scuola primaria Trento e Trieste di Cremona.
Succede che l’iniziativa è stata presentata dall’Arma stessa dal Maggiore Rocco Papaleo nel seguente modo:
“Gli alunni hanno avuto modo di conoscere i compiti e la struttura dell’Arma dei Carabinieri. Nel corso della visita è stata illustrata la funzionalità dei mezzi in dotazione, di molti strumenti tecnici, potendo visitare la Centrale Operativa, cuore pulsante del Comando Provinciale ed anche la sala “spis” (dove avviene il fotosegnalamento e vengono verificate le impronte digitali)”.
Succede adesso che lecitamente ci si chieda se fra le tante cose che si possono insegnare a dei bambini in veste di tutori dell’ordine, il migliore contributo che possa dare l’Arma all’educazione alla legalità, sia quello di guidare bambini di 7 e 10 anni disponendoli in fila come un plotone di carabinieri pronti alla carica.
Succede anche che ci si chieda com’è che delle insegnanti elementari possano sorridere tranquillamente in foto, nell’atto di vedere i propri alunni simulare una carica, immortalate durante questo felice quadretto che pare restituire una perfetta fotografia della deriva autoritaria e di voglia di controllo di questo paese.
Succede che c’è di che esser preoccupati oltre che inquieti nel vedere che ciò che accade nel paese che la tendenza e il desiderio d’imporre l’ordine costituito  e placare ogni dissenso col manganello in questi giorni sia diventato oggetto di simulazione e insegnamento per dei bambini.
Succede che ci si augura che domani quanto meno ci possa essere una seria e sana discussione pubblica e anche politica, che ci distolga dal sonno, che ci faccia riflettere sul significato di quanto avvenuto, su questa pessima tendenza al prediligere l’uso della Forza nella risoluzione di ogni problema, tanto da divenire insegnamento  al posto dell’insegnamento al dialogo e alla pacifica convivenza per i bambini delle elementari, al posto anche del diritto a quell’età ad essere spensierati, e perchè no diritto ad essere ancora candidi, essere soltanto bambini.
Succede che forse è il caso che sia il momento di capire coscientemente, guardare le cose per come stanno, comprendere che è l’ora di invertire collettivamente, tutti, e responsabilmente cambiare la rotta di questa deriva, prima diventi troppo tardi.
[12.05.2019 - Luca Cellini su www.pressenza.com]

I Cinquestelle e lo show su Peppino Impastato


I Cinquestelle e lo show su Peppino Impastato


Riguardo a quello che è stato scritto da vari organi di stampa relativamente all’esclusione di alcuni rappresentati dei Cinquestelle dalle iniziative in commemorazione dell’assassinio mafioso di Peppino Impastato, il Centro Impastato di Palermo, la Casa Memoria “Felicia e Peppino Impastato” di Cinisi e l’Associazione culturale “Peppino Impastato” di Cinisi-Terrasini desiderano precisare quanto segue:
I rappresentanti dei “grillini” si sono presentati, prima al casolare dove Peppino è stato ucciso o tramortito, poi al cimitero dove è sepolto e infine al corteo, con le telecamere, con evidente intento speculativo a fini elettorali.
Le dichiarazioni di rappresentanti di quel “movimento” secondo cui la lotta antimafia “non deve avere colore politico” sono molto lontane dal nostro modo di intendere la mafia e l’antimafia. Per noi il rapporto tra mafia, politica e settori delle istituzioni è costitutivo del fenomeno mafioso e l’antimafia deve essere una scelta di campo, con un’indispensabile coerenza tra quello che si dice e quello che si fa nella vita quotidiana e all’interno delle istituzioni. E non può essere disgiunta da una presa di distanza radicale da ogni forma di fascismo e di razzismo. 
I Cinquestelle hanno unito il loro qualunquismo con il nazionalismo e la xenofobia della Lega, il cui capo ostenta continuamente linguaggio e posizioni inequivocabilmente fascisteggianti e l’ultima provocazione, con la pubblicazione della sua autoesaltazione con una casa editrice dichiaratamente fascista, è intollerabile. Cosa si aspetta per mettere fuori legge, come vuole la Costituzione, tutti i gruppi che si autodefiniscono e sono fascisti? Se non si applica la Costituzione e non si mettono in campo politiche alternative alla deriva autoritaria che è in atto non solo in Italia, sarà la resa della democrazia.
Ci spiace per Piera Aiello, come abbiamo precisato, ma le sue scelte politiche e la mancanza di qualsiasi presa di posizione nei confronti di scelte governative o di Salvini, il vero capo di un governo partorito da un ridicolo contratto privato, sono atti in piena contraddizione con le idee e le pratiche che caratterizzavano l’impegno di Peppino Impastato e danno senso alla nostra attività.
Una delle iniziative più significative dei giorni dedicati a Peppino e alla manifestazione nazionale contro la mafia di 40 anni fa è stato l’incontro con Mimmo Lucano, vittima di un’intollerabile persecuzione, tutta politica, per smantellare, con motivazioni ridicole, un’esperienza di ricostruzione di una comunità fondata sulla convivenza tra i vecchi cittadini di Riace e i nuovi cittadini, in nome di una comune umanità. Un mondo sempre più disumano non può tollerare chi opera per creare un altro modo di essere e di vivere. 
I grillini sono corresponsabili di questi atti persecutori, che si inseriscono in una strategia che condanna a morte o all’emarginazione centinaia di migliaia di persone che fuggono dalle guerre, dalla miseria e dai disastri ambientali, prodotti da un sistema che vuole perpetuarsi erigendo muri e fili spinati.
Per queste ragioni ci siamo opposti a uno show che squalifica chi voleva metterlo in atto.
https://www.pressenza.com/it/2019/05/i-cinquestelle-e-lo-show-su-peppino-impastato/Umberto Santino, Giovanni Impastato, Carlo Bommarito su:

domenica 5 maggio 2019

I 70 anni della NATO - Video


I 70 ANNI DELLA NATO: QUALE BILANCIO STORICO?

USCIRE DAL SISTEMA DI GUERRA, ORA.


Il video è relativo alla prima parte del convegno internazionale tenutosi a Firenze il 7 Aprile 2019.


-          Introduzione di Giuseppe Padovano, Coordinatore CNGNN;
-          Intervento di Jean Toschi Visconti, Scrittrice e Giornalista /CNGNN;
-          Intervento di Manlio Dinucci, Giornalista /CNGNN;
-          Intervento di Michel Chossudovsky, Prof. di Economia, presidente e direttore del Centre for Research on Globalization (CRG).

Sostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO - per un’Italia neutrale.

-   per portare l'Italia fuori dal sistema di guerra
-   per attuare l'articolo 11 della Costituzione
L’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l’Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 72 milioni di euro al giorno. 
Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno. 
È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un’alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva. 

https://www.change.org/p/la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale




venerdì 3 maggio 2019

Albero della Pace


L’ALBERO DELLA PACE E DEL DISARMO E’ PIANTATO:
IL GIARDINO DELLA PACE ALLE SCUOLE RODARI DI CECINA

“La Rinascita del tempo”, REVIVE TIME, è il progetto artistico attraverso il quale il Tavolo per la Pace  della Val di Cecina sta promuovendo e diffondendo il Giardino della Pace con la pianta di caki erede dagli alberi sopravvissuti al bombardamento statunitense su Nagasaki e ricevuti da Nagasaki nel contesto del progetto internazionale “Revive time” kaki tree project. Lunedi 29 aprile abbiamo realizzato un altro Giardino della Pace, questa volta nelle scuole primarie Rodari di Cecina. Se ne può trovare un altro alle scuole medie Galilei di Cecina e uno sorgerà nel giardino pubblico dietro la Biblioteca comunale di Cecina. Altri si trovano  a Castagneto alla scuola G. Borsi e a Donoratico nel parco pubblico delle Sughere.
Si tratta di una specie dell’albero del caki detta “Tongo” e tramite gli alberi di seconda generazione nati da quelli  sopravvissuti alla bomba atomica intendiamo trasmettere i messaggi della forza della vita e della tenacia nel superare le difficoltà, riflettendo sull’importanza della Pace e del disarmo come pilastro centrale della società del futuro, senza armi nucleari e senza guerre.
Non è mai stato così grande il rischio di un conflitto nucleare. L’ONU ha prodotto un nuovo Trattato di proibizione del nucleare che l’Italia non ha ancora firmato ma che il nostro paese dovrebbe onorare quanto prima per tutelare i cittadini italiani e il resto dell’umanità da questa incredibile follia autolesionista.
La Pace è un bene comune senza colori politici e dovrebbe essere elevato a principio irrinunciabile senza il quale non può esserci sviluppo. Pace non può restare una parola astratta ma deve guidare le politiche a tutto campo pensando a un mondo senza guerre per le generazioni future.







 Altre foto..... 

Il coordinatore della Bassa val di Cecina: Jeff Hoffman  cell. 3288077994

Segreteria Tavolo per la Pace della val di Cecina
Comune di Castagneto Carducci (LI)
Via della Repubblica 15/B
Tel 0565 778276 - Fax 0565 763845 - cell. 3332526023